Sri Lanka : uno sguardo al passato

I primi abitanti di Sri Lanka furono i Vedda (“cacciatori” in singalese ), un popolo nomade dalla pelle scura e la cui piccola statura ricordava qualla dei pigmei. Essi appartenevano allo stesso gruppo etnico degli aborigeni d’Australia e delle tribù montane del sud dell’India. Una leggenda singalese li fa discendere dagli Yakkhas, i demoni vinti dal “padre” dei singalesi, il principe indiano Vijaya.

La conoscenza di questo periodo della storia di Sri Lanka ci è nota grazie agli scritti dei monaci buddisti del V secolo d.C.

Il testo più antico conosciuto è il Mahavamsa che, in una stretta fusione di leggenda e realtà, narra dello sviluppo spirituale e politico della nazione. Vi si racconta che il principe Vijaya sbarcò sulla costa ovest dell’ isola, non lontano dalla attuale città di Puttala, nel 483 a.C., anno stesso  della morte di Budda e del suo conseguimento del nirvana.

Antichi regni dello Sri Lanka

  • Regno Tambapanni (543–505 BC)
  • Regno di Upatissa Nuwara (505–377 BC)
  • Regno di Anuradhapura (377 BC–1017 AD)
  • Regno Ruhuna (200 AD)
  • Regno di Polonnaruwa (300–1310 AD)
  • Regno di Jaffna (1215–1624 AD)
  • Regno di Dambadeniya (1220–1272 AD)
  • Regno di Yapahuwa (1272–1293 AD)
  • Regno di Kurunegala (1293–1341 AD)
  • Regno di Gampola (1341–1347 AD)
  • Regno di Raigama (1347–1415 AD)
  • Regno di Kotte (1412–1597 AD)
  • Regno di Sitawaka (1521–1594 AD)
  • Regno di Kandy (1469–1815 AD)
  • Ceylon portogese (parzialmente) (1505–1658 AD)
  • Ceylon olandese (parzialmente) (1656–1796 AD)
  • Ceylon Inglese (intera isola) (1815–1948 AD)

Di origine bengalese, Vijaya fu scacciato dall’India dal padre a causa di una condotta violenta e ribelle. Con i suoi 700 seguici conquistò i “demoni” indigeni e sposò una” principessa demone”. Secondo il Mahavamsa, Vijaya, coscente della dignità necessaria per fondare una nazione, si sentì obbligato a ripudiare la moglie e i figli – non senza dolore, in quanto  un principe singalese deve essere un buon marito e un buon padre – per unirsi a una principessa indiana di alto rango, della corte di Madurai.

I reperti archeologici hanno confermato l’esistenza di un insediamento sulla costa ovest nel V secolo a.C. Probabilmente i Tamil sbarcarono sulla costa est, vicino alla moderna Trincomalee, e si stabilirono nell’entroterra lungo le rive del fiume Mahaweli.  Una terza colonia occupava Ruhuna, a sud.

La capitale di Vijaya, Anuradhapura, fu edificata nel III secolo a.C. e nello stesso tempo  si popolavano le pianure del centro e del nord dell’isola. La forma di governo seguiva l’autoritario modello bramanico in vigore nel nord-est dell’India, ma la forza d’unione del regno singalese era il buddismo.

L’imperatore indiano Asoka  (269-232 a.C. ), devoto buddista, mandò a Sri Lanka il figlio Mahinda nelle vesti di missionario. Si racconta che costui volò nell’aria e si posò in cima alla collina di Mihintale che sovrasta Anuradhapura. Qui incontrò  il re Tissa , a caccia di alci, e gli trasmise il mesaggio di Buddha.

Convertito, Tissa permise a Mahinda e ai suoi fedeli di fondare il Monastero di Mahavihara, una comunità di monaci nuddisti ( sangha), che fece molti seguaci. Questa la leggenda; senza dubbio però, il buddismo precedette la missione di Mahinda, perchè sembra che Budda in persona abbia visitato Sri Lanka tre volte più di 20 anni prima.

Ma la conversione del re Tissa diede al buddismo l’impulso necessarioper farne la religione dei Singalesi e il centro di un forte e positivo nazionalismo. Tissa e i suoi succesori pensarono a consolidare la loro autorità. Favorirono lo sviluppo dell’agricoltura con la costruzione di un elaborato sistema di cisterne per l’irrigazione. La prima di queste, chiamata Tissawewa, esiste ancora a Anurdhadapura.  Su un’isola dotata di fiumi ma senza laghi , queste cisterne erano di una importanza vitale per la coltivazione del riso.

Politicamente Sri Lanka faceva parte integrante  dell’ India e con questa aveva contatti sia pacifici sia bellicosi , secondo il periodo. Molti sovrani tamil combattererono e sottomisero i Singalesi; il più famoso fu Elara, nel II secolo a.C.

Dopo un’epica battaglia egli fu a sua volta sconfitto da Dutugemenu (161-137 a.C.), il primo singalese ad essere considerato come un eroe nazionale.

Secondo la tradizione, Dutugemenu sarebbe una reincarnazione buddistica, il cui spirito avrebbe fecondato la propria madre, fino ad allora rimasta sterile.  Da giovane Dutugemenu non si intendeva con il padre, perchè quest’ultimo non voleva combattere i Tamil.  Quando salì al trono, Dutugemenu  intraprese una guerra santa vittoriosa, ma il bottino e le ricchezze che ne derivarono furono in breve tempo scialacquati dai suoi successori.

Nel 1.000 anni che seguiron, Sri Lanka fu coinvolta in contuinue lotte dinastiche a causa delle invasioni provenienti dal sud dell’India. Il re Mahasena ( 276- 303  d.C. ) perfezionò ed estese il sistema di irrigazione. La sua opera più importante fu il bacino artificiale di Minneriya, vicino a Giritale, alimentato da una complicata rete di canali.

Nel 1070 bloccando le continue invasioni dall’India, il re Vijayabahu scacciò i Chola, una dinastia dell’ Indiadel Sud e stabilì una nuova capitale a Polonnaruwa. Da questo luogo strategico, i Singalesi potevano difendersi meglio dagli  invasori e controllare la strada per Ruhuna, dove si riunivano i ribelli.

Il regno conobbe il suo periodo di maggiore prosperità con il re Parakramabahu (1153- 86) che fece di Polonnaruwa una delle più splendide città dell’Asia.  Tra l’altro egli ordinò la costruzione  del Parakrama Samudra, una cisterna che poteva contenere abbastanza acqua da irrigare 7.200 ettari di terra.  Durante questo periodo d’oro, i mercanti arabi svilupparono un prosperoso commercio di riso, avorio, perle, gemme, cannella e pepe.

Nel 1292, Marco Polo passò da Sri Lanka, sulla via del ritorno a Venezia, dopo aver lasciato la Cina, e fu affascinato dai rubini dell’isola e atupefatto nel vedere i locali bere l’alcol di noce di cocco ” questo vino estratto dagli alberi”.  Ma  Marco Polo aveva anche notato che “la gente era contraria alla vita militare ” premessa della decadenza generale che fece seguito al regno euforico di Parakramabahu.  Gli attacchi indiani ripresero e Polonnaruwa cadde nel 1215.

A causa delle lotte micidiali i re singalesi spostarono la capitale a Dambadeniya, poi a Yapahuwa e in seguito in altri luoghi, uno più inaccessible dell’altro. Il sistema di bacini di irrigazion, un tempo il simbolo della potenza del regno, cadde in rovina a causa della negligenza e degli atti di sabotaggio. In tal modo all’inizio del XVI secolo l’isola non era in grado di far fronte all’invasione portoghese.

Alla ricerca di oro e pietre preziose, ma soprattutto di spezie, all’epoca molto ricercate in Occidente, i Portoghesi esploravano l’oceano indiano.  Nel novembre 1505una flotta di caravelle  al comando di Lourenco de Almeida giunse nel porto di Colombo. I navigatori furono ben ricevuti dal re Vira Parakambahu, sovrano del regno di Kotte nel sud ovest e si affrettarono a stabilire una base commerciale a Colombo.  I Portoghesi inoltre  offrirono protezione militare al re in cambio di privilegi commerciali e di un tributo annuo di preziosa cannella.  Per proteggere la piantagioni da cannella dai saccheggiatori  i Portoghesi costruirono una fortezza a Negombo nel 1518.

Nel 1557 il re Dharmapala, educato dai Francescani si convertì al Cristianesimo e prese il nome di Don Juan.  Questo fatto oltraggiò i regni rivali di Jaffna, Kandy e Sitawake, che si unirono per combattere i portoghesi e riuscirono ad assumere il controllo di vaste zone dell’entroterra.  I portoghesi, invincibili in mare si accontentarono di amministrare le regioni costiere e di tenere d’occhio la lucrativa cannella. Alla morte di Rajasinha nel 1593 i portoghesi tentarono invano di mettere sul trono di Kandy uno dei loro uomini.

Nel 1597 i portoghesi presero formalmente possesso dell’isola. Amministrata da un capitano-generale che obbediva al vicerè di Goa, Sri Lanka faceva ormai parte dell'” Estado de India”  portoghese. I nuovi padroni fecero trapiantare nell’isola la guava e il pepedi Caienna proveniente dal Portogallo e dal Sud America.

La grande campagna di evangelizzazione portò anche la distruzione di templi buddisti e induisti. Nel clima di oppressione  Sri Lanka stava però una grande ribellione, il cui centro era il Regno di Kandy . Il re Vimala Dharma Surya si rendeva conto che per conseguire una vittoria avrebbe dovuto battere i Portoghesi in mare e chiese aiuto agli Olandesi.

Per mandar via i Portoghesi occorsero più di 50 anni.  In cambio del loro aiuto gli Olandesi pretendevano però delle concessioni commerciali e fu presto evidente che la loro intenzione era di prendere il posto dei Portoghesi. Nel 1640 gli olandesi smisero di combattere i Portoghesi a causa di un trattato firmato in Europa  tra l’Olanda e l’impero spagnolo di cui il Portogallo faceva parte.  Gli Olandesi incoraggiarono la coltura del riso e quella dei prodotti più redditizi  (zucchero, tabacco, caffé).   Nel tentativo di imporre a Ceylon un sistema giuridico all’europea, gli Olandesi intrapresero anche la codificazione delle leggi tamil e islamiche . Il Calvinismo sostituì il Cattolicesimo, i preti vennero espulsi  e le loro chiese trasformate in templi della fede riformista.

Alla fine del XVIII secolo la sorte di Sri Lanka era ancora nelle mani di alcune nazioni europee.

Nel 1796 entrò in scena la Compagnia Britannica delle Indie Orientali. All’inizio gli Inglesi amministravano l’isola da Madras ma nel 1802l’importanza strategica di Ceylon divenne tale che i Britannici la innalzarono al ruolo di Colonia  della Corona, confermando però l’indipendenza del Regno di Kandy.  I Singalesi e i Tamil rivendicavano però  il diritto di eleggere i loro rappresentanti  e i britannici  glielo accordarono (1910).

Il 4 febbraio 1948  lo Sri Lanka divenne uno stato indipendente, membro del Commonwealth.

Il primo Capo del Governo fu D.S. Senanayake del partito U.N.P. e nel 1956 andò al potere S.W.R.D. Bandaranaike . Favorì una economia di stampo socialista e spinse il Parlamento a votare leggi che facevano del singalese la lingua ufficiale del paese e  lo Stato sosteneva il Buddismo . Inevitabilmente i Tamil si sentirono esclusi e crearono una opposizione attiva.

Nel maggio 1958 la tensione sfociò in quattro giorni di violenze razziali tra Singalesi e Tamil.

Nel 1959 il primo ministro Bandaranaike fu assassinato.

Nel 1960 la Signora Sirimavo Bandaranaike prese il posto del marito: fu la prima donna al mondo a occupare una tale carica.   Sotto il suo governo le scuole private tamil e cattoliche vennero statalizzate, concordò con l’ India il reimpatrio di 500mila indiani  tamil in cambio di 300mila singalesi dell’India.

Ma l’ isolamento internazionale  ( e forse il malgoverno) portarono il paese sull’orlo della bancarotta.  Nel 1965  con l’appoggio di  partito tamil torna Dudley Senanayake che permette aperture di credito  di capitali stranieri.

Dal 1970 al 1977  ritorna al governo la Signora Bandaranaike con misure populiste ( distribuzione di di sussidi e riso gratuito, agevolazioni per la creazione di piccole cooperative di donne  soprattutto nel settore tessile).

L’anno 1971 è stato molto difficile per lo Sri Lanka a causa delle sommosse tamil  (che richiedevano uno stato autonomo nel nord dell’isola ma anche e soprattutto  per l’improvvisa insurrezione guidata dal partito JVP ( fronte di liberazione di ispirazione marxista).

Dal 1977 al 1983 Sri Lanka  riesce a a trovare una relativa stabilità dopo il ritorno al governo dell’UNP.  Il presidente Jajewardene riesce a dimezzare la dispoccupazione, a rendere Sri Lanka autosufficiente nella produzione del riso, aprire il Paese al turismo di massa e controllare l’inflazione.

Nel frattempo però ( 1990 )  i separatisti tamil  del LTTE diventano sempre più forti e migliaia di mussulmani vengono “espulsi”    dalle zone del nord dell’isola.

Nel 1991 viene assassinato in India il primo ministro indiano Rajiv Gandhi.

Nel 1993 un attacco del’  LTTE distrugge numerosi  aerei della compagnia aera nazionale e nello stesso anno il Presidente singalese Premadasa viene ucciso in un attacco dall’ LTTE .

Inizia un lungo periodo di contatti, trattative e tentativi  colloqui di pace.

Fra il 1995 e il 2001 si intensificano gli attacchi  suicidi delle Tigri Tamil.  I mediatori norvegesi tentano di mediare  per un “cessate il fuoco”.  Ma per 12 anni la strada costiera per raggiungere Jaffna rimane chiusa.

Nel 2003 le Tigri Tamil si ritirano dai negoziati per il cessate il fuoco.

Nel 2004 il comandante delle Tigri Tamil, conosciuto con il nome di Karuna  lascia il movimento che si divide in 2 parti.

Nel dicembre 2004 muoiono più di 30mila persone a causa dello tsunami.

Nel 2005  il primo ministro Mahinda Rajapaksa  vince le elezione presidenziali. Continuano i colloqui di pace a Ginevra.

Il  2008 è l’ anno più duro per lo Sri Lanka e per  la situazione umanitaria, per circa  100mila rifugiati

Nel 2009 il capo delle Tigri Tamil Velupillai Prabhakaran viene ucciso in battaglia.

Nel 2010 Mahinda Rajapaksa vince le elezioni presidenziali con un grande margine. Ricomincia la ricostruzione della zona nord-est dell’isola.

Nel 2011 termina lo stato di emergenza.

Nel 2o13 nelle  prime votazioni  del Nord-est vince il partito  Tamil National Alliance  del nord con il 78 % dei votanti.

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